top of page

Arrestati con l'accusa di tentata truffa aggravata: immediatamente scarcerati.

De Luca · Siciliani - Studio Legale e Commerciale
6 giorni fa
Tempo di lettura: 2 min

Nessuna misura cautelare per i due imputati, uno dei quali assistito dall'Avv. Giuseppe De Luca, accusati di tentata truffa aggravata ai danni di due anziane.



Si è concluso con applicazione della pena su richiesta delle parti ai sensi dell’art. 444 c.p.p. un procedimento penale innanzi al Tribunale di Bari relativo a un tentativo di truffa ai danni di persone anziane, definito in seguito ad arresto in flagranza.

L’attività difensiva ha consentito di raggiungere un accordo sulla pena con la Procura della Repubblica ottenendo la rapida definizione del procedimento e un trattamento sanzionatorio che, per entrambi gli imputati, è rimasto al di sotto della soglia dei tre anni di reclusione.


La vicenda e il procedimento penale


La contestazione riguardava un presunto tentativo di truffa realizzato attraverso il cosiddetto metodo del falso nipote: le vittime venivano contattate telefonicamente da persone che, fingendosi familiari in difficoltà economiche, chiedevano la consegna di denaro contante, prospettando situazioni debitorie urgenti.

L’intervento delle forze dell’ordine ha condotto all’arresto in flagranza dei due indagati, successivamente presentati dinanzi al Tribunale di Bari per la convalida dell’arresto e la celebrazione del giudizio direttissimo.


Nel corso dell’udienza, le difese hanno concordato con il Pubblico Ministero la definizione del procedimento mediante patteggiamento. Il Tribunale ha accolto le richieste, applicando pene finali differenziate in relazione alle rispettive posizioni processuali.

In particolare, a uno degli imputati è stata applicata la pena di due anni e due mesi di reclusione e 1.000 euro di multa; all’altro, la pena di un anno e sei mesi di reclusione e 600 euro di multa, con concessione della sospensione condizionale della pena.

Tale risultato assume particolare rilievo anche in considerazione della contestazione della recidiva a carico di uno degli imputati.

Con pene contenute entro il limite dei tre anni di reclusione, è stata disposta l'immediata liberazione di entrambi gli imputati.


Il caso evidenzia l’importanza di una tempestiva valutazione della posizione dell’assistito nelle fasi immediatamente successive all’arresto, soprattutto quando il procedimento viene definito con rito direttissimo.


In simili circostanze, la scelta del rito e la determinazione della pena costituiscono passaggi fondamentali dell’attività difensiva, da affrontare tenendo conto delle contestazioni, della posizione individuale dell’imputato e delle conseguenze giuridiche della decisione.


Il caso è stato riportato anche da La Repubblica.

Commenti

Valutazione 0 stelle su 5.
Non ci sono ancora valutazioni

Aggiungi una valutazione
bottom of page